Fu pubblicato nel 1979 dalla Casa Editrice La Sorgente, con le illustrazioni di  Wanda Ricciuti.

In seguito uscì in edizione scolastica con la Esmo.

Poi fu edito dalle Einaudi Ragazzi, con le illustrazioni di Emanuela Bussolati. Con questa casa editrice ebbe diverse edizioni e diverse copertine.

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Si tratta di un romanzo, ambientato ai giorni nostri.

In una città che potrebbe essere italiana una coppia senza figli, gli Olivieri, aspettano l’arrivo di Mo, un ragazzino extraterrestre che verrà a stare con loro una decina d’ anni (che per lui corrispondono a due o tre). Anche gli altri parenti, specie i nipoti, aspettano con ansia l’extraterrestre. Questo arriva accompagnato dai genitori: ha l’aspetto di un ragazzino di circa dieci anni, ed ecco la sgradevole sorpresa: non si sa se è maschio o femmina.

Sul suo pianeta le differenze sessuali si manifestano solo verso i 18 anni, e a nessuno prima interessa la questione. I due genitori extraterrestri partono e gli Olivieri sono imbarazzatissimi, non sanno come comportarsi con Mo. Hanno bisogno di conoscerne il sesso, altrimenti credono di non poterlo educare.

Così lo sottopongono a una serie di test psicologici dai quali risulta che Mo è un maschio. Ci sono in famiglia quattro ‘cugini’ coetanei di Mo, due maschio e due femmine, che ricevono una educazione molto diversa, e una ‘zia’ originale che invece fa un lavoro importante e impegnativo e sta a lungo fuori di casa nonostante sia sposata ed abbia due figli.

Mo bene o male si ambienta, fa amicizia con i coetanei terrestri, diventa il leader di una banda di amici. Dopo qualche tempo gli Olivieri hanno un figlio loro, un ‘fratellino’ che Mo accudisce con un affetto e un’attenzione singolari. Nel frattempo Mo intrattiene una corrispondenza con Tar, un fratello/sorella rimasto a Deneb, e gli/le descrive le assurde abitudini dei terrestri, che qualche volta lo divertono, altre lo fanno sentire a disagio.

Più avanti si presenta agli Olivieri la possibilità di sottoporre l’ospite extraterrestre a un test non psicologico, ma biologico, la cui risposta sarà inoppugnabile. Da questo test risulta che Mo è una femmina. Ecco il perché di tutte quelle stranezze!

Mo viene immediatamente ‘ridimensionata’, cambia scuola, amicizie, abiti, attività. La cosa non le piace affatto. Contemporaneamente assiste alla sconfitta della zia astronoma che, schiacciata dalle pressioni della famiglia, per non lasciare i figli alle cure del pur sollecito e disponibile marito rinuncia a una borsa di studio che le consentirebbe di proseguire le sue ricerche in America.

Alla fine, informata di un passaggio eccezionale dell’astronabus diretto a Deneb, Mo decide di tornare a casa prima del tempo, e porta via con sé la cugina e una cara amica terrestre insoddisfatte del loro ruolo sociale.

La cuginetta di otto anni, Cecilia, sceglie invece di rimanere sulla Terra e combattere qui la sua battaglia di emancipazione.